Lungarotti
'San Giorgio' Lungarotti 2017
'San Giorgio' Lungarotti 2017
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Il “San Giorgio” di Lungarotti è un rosso importante, di buona struttura e con un notevole potenziale d’evoluzione nel tempo. E’ considerato il primo vero “Superumbrian”. Si è soliti usare questo tipo di definizione, con il nome della regione di provenienza del vino, preceduto dal suffisso “Super”, per indicare vini prodotti da blend in cui siano presenti anche vitigni internazionali, in particolare bordolesi. Il “San Giorgio” nasce nel 1977 dalla sapiente unione dei vitigni autoctoni del centro Italia, Sangiovese e una piccola percentuale di Canaiolo, con il nobile Cabernet Sauvignon. Grazie al perfetto equilibrio tra le tre varietà, il Cabernet Sauvignon non sovrasta le altre uve, ma s’integra perfettamente, arricchendone il profilo aromatico.
Per produrre il vino San Giorgio, le uve di Cabernet Sauvignon, Sangiovese e Canaiolo sono raccolte verso la metà di settembre. Le vigne sono coltivate a cordone speronato, con basse rese e sui terreni più vocati per ciascuna varietà. Il Cabernet Sauvignon è piantato su suoli di medio impasto, con buona presenza di scheletro e calcare, che insistono su un sottosuolo tufaceo. Il Sangiovese proviene dalla zona di Monticchio, dove è coltivato su terreni caratterizzati dalla presenza di argille e sabbie. La fermentazione avviene in acciaio, con macerazione sulle bucce della durata di 25/28 giorni. Segue un periodo di affinamento di 12 mesi in barrique e almeno di 6 mesi in bottiglia.
Il Rosso “San Giorgio” rappresenta una riuscita interpretazione del connubio tra uve del territorio e Cabernet Sauvignon. Nel calice si presenta con un colore rosso rubino, intenso e brillante. Al naso è complesso, con aromi maturi di frutta a bacca rossa, confettura, morbide spezie e lontani sentori balsamici. Al palato denota subito una struttura ampia e profonda, con aromi ricchi e concentrati, che mostrano già una buona evoluzione verso eleganti note terziarie. La trama tannica è fine e la freschezza piacevolmente equilibrata. Il finale è lungo e persistente. Un grande rosso da portare in tavola con arrosti, brasati o cacciagione.
